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CORTOMETRAGGIO
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CONSIGLI DI CINEBED.COM PER REALIZZARE UN CORTOMETRAGGIO
Premettiamo subito che realizzare un cortometraggio non è
cosa semplice, ne veloce.Un cortometraggio per definizione è un’opera
audiovisiva della durata inferiore ai 40 minuti; può essere girato in qualsiasi
modo (pellicola o digitale, noi analizzeremo quest’ultima) e trattare
qualsiasi argomento, ma deve rispettare la fondamentale regola della
“sintesi”.La sintesi, che viene (quasi) sempre premiata in un corto, è la
capacità del videomaker (autore/regista) di raccontare una storia nel breve
tempo concesso. È una sfida che mette in mostra la nostra capacità di creare.
1) Partiamo dal principio; un videomaker decide di cimentarsi nella
realizzazione di un cortometraggio, cosa deve prendere in considerazione per
ideare un corto?
La fantasia è sconfinata, ma le tasche no! Quando ideiamo
una storia, un soggetto per il nostro corto, dobbiamo fermarci a riflettere
sulla fattibilità del progetto, sulle nostre capacità e sui mezzi a nostra
disposizione. Senza entrare nel merito puramente artistico di un videomaker,
egli dovrà porsi tante domande e darsi tante risposte che spesso gi faranno
fare un passo indietro, ma che ritengo utili a sviluppare la fantasia sempre in
direzioni diverse per ovviare a qualsiasi tipo di problema.
Abbiamo già parlato della sintesi, ma questo è un
problema che dobbiamo porci solo dopo aver riflettuto sull’importanza dei
mezzi e delle persone a nostra disposizione, ossia:
- Mezzi
finanziari: il BUDGET pensato per la realizzazione del cortometraggio, che
non potrà mai essere pari a zero! Anche se avete in mente di non spendere
nulla, vi accorgerete molto presto che ciò non è possibile! Ma ciò non
significa che non possiate ridurre al minimo le spese.
- Mezzi
fisici/tecnici, logistici: Per mezzi fisici e logistici intendo tutti i
mezzi che saranno necessari per la durata delle riprese e del successivo
montaggio, e comprendono per esempio automobili per gli spostamenti,
possibilità di trovare una determinata location, il catering, possedere una
valida postazione per il montaggio o reperirne una, ecc. ecc. ecc. I mezzi
tecnici necessari devono essere presi in considerazione prima di ogni altra
cosa!Ormai chiunque di noi ha a casa una videocamera digitale e questa può
essere sufficiente per un primissimo cortometraggio, ma se preferite
accrescere di qualità (almeno fotografica e non di contenuti!) il vostro
corto, dovete fare in modo di procurarvi (noleggio, prestito, ecc.) una (almeno)
videocamera semi-professionale, molto utilizzata di questi tempi. Le
videocamere più utilizzate e facili da reperire sono la Sony PD 150
e PD
170, Canon XL1 o Xl2, Panasonic
AG-HVX100 o
AG-HVX200 o AG-DVC30E. Sul mercato ne esistono tanti altri tipi, ma
se dovete acquistarne o noleggiarne una confrontate sempre le
caratteristiche con quelle dei modelli proposti sopra.Ovviamente
l’acquisto o il noleggio può influire decisamente sul primo punto, ossia
sul Budget. La video camera dovrà essere accompagnata “almeno” da un
cavalletto adatto, preciso “almeno” perché è ovvio che chi ha messo in
conto una spesa maggiore ha possibilità infinite di accostare alla
videocamera un carrello, un dolly, ecc., accrescendo di molto le possibilità
di inquadrature [ Nel nostro SERVICE TECNICO troverete tutto il necessario per girare un Cortometraggio ]. I
mezzi tecnici necessari interessano anche una corretta illuminazione degli
ambienti, quindi si necessità di luci, proiettori professionali o non.
Inoltre c’è il problema dell’audio, spesso sottovalutato, che influisce
notevolmente sulla resa del corto, quindi va pensato anche all’acquisto o
al noleggio di microfoni, mixer o più semplicemente la registrazione sulla
macchina da presa, in ogni caso l’audio andrà controllato da una persona
preposta per questo incarico.
- Risorse
umane: È ovvio che un cortometraggio non lo si gira da soli, tranne in
rarissimi casi, quindi una delle nostre preoccupazioni è avere a
disposizione persone che collaborino per il progetto. Ciò significa
trovare, contattare, proporre e spiegare il progetto a determinate persone
che faranno parte della nostra troupe e del nostro cast artistico. Il più
delle volte ci si rende conto di non avere conoscenze adatte a questo
compito, allora il mio consiglio è di cercare tra gli amici o conoscenti
che possiedono capacità o hanno hobby utili alla figura professionale
richiesta. Vi faccio un esempio: se avete bisogno di un direttore della
fotografia, rivolgetevi ad un amante della fotografia, professionista o non,
che certamente sarà ferrato con i parametri delle videocamere, sulle
inquadrature e sull’illuminazione più adatta. Se cercate un’ attrice o
un attore recatevi ai corsi di teatro, nei teatri per giovani, dove recitano
i giovani vogliosi di farsi conoscere e di fare nuove esperienze. E così
via troverete tutti i membri della vostra troupe e del vostro cast
artistico. [Nella sezione DATABASE
troverete i contatti di tutte le figure
professionali ricercate]. Ritengo utile che, per svariati motivi, sul set
bisogna ridurre la troupe al minimo necessario, senza però dimenticarsi di
tutte le figure utili: 1 figura di produzione (ossia una persona che si
occuperà di tutta l’organizzazione del corto e che lavorerà durante la
preparazione a stretto contatto con il videomaker, ovviamente questa figura
può mancare se avete abbastanza tempo per organizzare tutto da soli o se il
corto è molto semplice nella sua organizzazione) -
1 regista (voi o chi per voi!) – 1 aiuto/assistente alla regia
(molto utile se il corto è complesso) – 1 edizione (indispensabile) – 1
direttore della fotografia/operatore (indispensabile se non avete la
necessaria capacità e dimestichezza con la macchina da presa) -
1 fonico/microfonista (anche musicista che abbia buone orecchie,
indispensabile se ci sono scene di parlato) – 1
truccatrice/acconciatrice/costumista ( se il corto non prevede l’utilizzo
di particolari costumi, la truccatrice può occuparsi anche di questi) – 1
scenografo (questa figura professionale è utile solo se il corto la
richiede),1 - 2 macchinisti/assistenti generici, figure queste utilissime
(utili per esempio per trasportare materiale tecnico, accompagnare attori,
aiutare sul set, occuparsi del catering.)
Un videomaker che tenga conto dei mezzi a sua disposizione avrà già completato
metà del lavoro e si troverò facilitato durante le riprese e la post
produzione.
2) Ora che il soggetto e la sceneggiatura sono state scritte, possiamo iniziare
a pianificare il Piano di Lavorazione, strumento utilissimo che ci permetterà
di tenere tutto sotto controllo. Il Piano Di Lavorazione (o PDL), è un file di testo, di solito si usa Excel, che deve essere
creato e compilato facendo riferimento alla sceneggiatura, la quale va riletta
attentamente e suddivisa per attori, figurazioni, mezzi di scena, location,
effetti speciali, fabbisogni di scena e tutto ciò che è rilevante e deve
essere ricordato. Esistono vari modelli di PDL, questo che
vi propongo è molto utilizzato nel Cinema Italiano. Come vedete nel PDL, il
corto è stato diviso per GIORNO DI RIPRESE, ATTORI, FIGURAZIONI, FIGURAZIONI
SPECIALI, MEZZI DI SCENA ed EFFETTI SPECIALI; ma può essere suddiviso
ulteriormente in base alla complessità del cortometraggio. Il PDL ci aiuta nel
pianificare le giornate di ripresa, e va compilato confrontando ATTENTAMENTE la
disponibilità delle location, la disponibilità degli attori, l’eventuale
disponibilità di un membro della troupe o dello specialista degli effetti
speciali, la reperibilità dei mezzi di scena, la possibilità di girare di
giorno, di sera o di notte, le variabili atmosferiche (quando è possibile!),
ecc. Vi faccio un esempio: Se pianificate di girare una scena di giorno su un
terrazzo di un palazzo di un vostro amico, dove ci saranno due attori che
discutono, dovrete prendere in considerazione la disponibilità degli attori
necessari nelle ore a voi necessarie, la reperibilità degli oggetti di scena,
la certezza che quel giorno quella terrazza sia aperta, sgombra e sia possibile
girare, la possibilità che venga a piovere, la necessità di avere la corrente
elettrica, ecc. ecc.
Il PDL, se redatto bene, diverrà in breve tempo la Bibbia
del cortometraggio al quale tutti dovranno “sottostare”!
Più il cortometraggio è complesso e prevede maggiori
giorni di ripresa più il PDL dovrà essere accurato e andrà affiancato dal
SEQUENZIARIO, un file di testo (spesso Excel) nel quale il corto è diviso per
scena, seguendo la sceneggiatura.Va redatto con una breve sinossi della scena,
gli attori e le figurazioni presenti (in ogni scena) e soprattutto i fabbisogni
di scena, che interessano tutto dalla scenografia al trucco, passando per i
costumi. Infine ritengo molto utile preparare anche un Ordine Del Giorno,
(o ODG), un file di testo molto utile alla troupe e al cast
artistico, nel quel ritroviamo le informazioni necessarie di un giorno X delle
riprese (ossia l’ODG và realizzato per ogni giorno delle riprese), dove X sta
per qualsiasi dei giorni utilizzati per le riprese.Le informazioni riportate
nell’ ODG sono: l’indirizzo della/delle location, la convocazione degli
attori, gli eventuali "Pick Up", ossia l'andare a prendere a casa gli attori, le convocazioni
della troupe e i fabbisogni per quel giorno di riprese. L’ODG può
non essere realizzato se il cortometraggio è girato in un solo giorno o se
prevede pochissimi attori o pochi fabbisogni.Per quanto concerne prettamente la
regia del corto, sarà utilissimo prepararsi una lista di inquadrature divise
per scena o per giorno di ripresa, o ancora meglio disegnare uno storyboard.
In entrambi i casi sarà bene farne una copia anche per
l’edizione.
3) Finalmente ci siamo, iniziano le riprese del nostro cortometraggio. Arrivati a questo punto avremo già pianificato tutto il necessario, convocato la troupe e il cast artistico e avremo provveduto ad informare tutti su ciò che è utile sapere, in modo da non cadere nell' errore di trovare chi non svolge bene il suo lavoro per mancanza d'informazioni. È importante che sul set il videomaker/regista sia occupato solo a dirigere gli attori e la macchina da presa, insomma a fare il regista (cosa, che come vedrete può risultare molto difficile). Se sorgono problemi risolvibili o se arrivano richieste che non concernono la regia è meglio che ci sia una figura adibita a risolvere e a rispondere (per esempio, un aiuto regista, un assistente generico o una figura di produzione).Accade sempre qualcosa che non dovrebbe accadere sul set! L'importante è farsi trovare pronti e preparati. Ritengo utile girare il corto in location che non siano eccessivamente lontane l'une dalle altre onde evitare perdite di tempo, di strada o peggio ancora di materiale.
È importante che tutti conoscano le location, le strade per giungervi, gli orari non solo di arrivo, ma anche di partenza, calcolati in base al traffico, alla distanza, da eventuali pick up di attori, ecc. Pianificando le riprese ricordiamoci sempre di fare attenzione a questi "particolari"che sono molto utili una volta sul set. Inoltre se abbiamo come base di appoggio per il materiale, il catering, ecc. una casa, magazzino o altro è sempre meglio non allontanarsi troppo durante le riprese, così in caso servisse urgentemente qualcosa sia facile e veloce portarla sul set.Il problema può essere prevenuto anche istruendo un assistente a correre alla "base" e tornare con il materiale richiesto.
La velocità è molto importante sul set, una troupe che non lavora a pieno regime, confusa sul proprio ruolo e compito e che non prende decisioni "al volo" , vi farà perdere tempo prezioso e soldi.
L'organizzazione in reparti (regia, fotografia, produzione, costumi, ecc., ecc.) e la gerarchia sono strumenti utilissimi per far funzionare il set, senza dimenticare che un film è un'opera collettiva.
Quindi rispettare i reparti vuol dire anche rispettare gli altri e far lavorare bene il set.
Ovviamente se parliamo di un cortometraggio il numero delle figure professionali, e di conseguenza dei reparti e di eventuali gerarchie, è molto esiguo, ma è importante in eguale modo che ognuno abbia i suoi compiti e che li porti a termine, senza interferire con il lavoro degli altri.
È compito del videomaker guidare la troupe e saper prendere decisioni rapidamente, senza farsi prendere dal panico nel caso accada qualche imprevisto.
Se la troupe scelta lavorerà in sintonia e sodo vedrete che, tranne qualche iniziale affanno a far "partire il set", le riprese andranno per il meglio.
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Se desiderate ulteriori consigli, informazioni o avete considerazioni o domande da farci potete contattare il nostro staff a questo indirizzo:
info@cinebed.com
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VIDEO MUSICALE
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CONSIGLI DI CINEBED.COM PER REALIZZARE UN VIDEO MUSICALE
Nella realizzazione di un videoclip la scelta del soggetto, delle tecniche di ripresa e delle sceneggiature vanno elaborate prendendo in considerazione il genere musicale, lo stile e il testo del brano.
Sul set di un videoclip non possono mancare casse potenti per riprodurre il brano oggetto del videoclip durante le scene girate in playback oltre che per creare l'atmosfera aiutando gli attori ad interpretare al meglio i loro ruoli.
Nel caso di un cantante o un gruppo emergente è di fondamentale importanza girare sequenze nelle quali siano presenti i musicisti, l'interprete del brano e soprattutto creare degli spazi nei quali sia ben visibile il nome della band.
In questo tipo di progetto gioca un ruolo fondamentale il montaggio, ed è qui che potrete sbizzarrirvi inserendo attraverso i vari programmi di editing effetti e filtri adatti a questo genere di opera audiovisiva.
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DOCUMENTARIO
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CONSIGLI DI CINEBED.COM PER REALIZZARE UN DOCUMENTARIO
Il documentario è di certo uno dei più complessi strumenti di racconto.
Per sua stessa natura il documentario ha pregi e difetti che il videomaker deve conoscere prima di imbarcarsi in questo progetto.
L'idea deve essere sicuramente originale ed efficace e deve cercare di non assumere le tinte di un reportage giornalistico.
L'ispirazione per una storia da raccontare sotto forma di documentario, il più delle volte, ci deriva da nostre esperienze personali o di persone a noi vicine, o su fatti visti sui quali si pensa possa essere interessante per noi e per un ipotetico pubblico, indagare o approfondire.
Ritengo sconveniente accanirsi sui grandi fatti di cronaca, anzi è preferibile partire da un particolare, un accaduto senza troppo conto per poi costruire una storia che magari tocchi anche fatti ben più importanti.
In alcuni casi la scelta del oggetto del documentario è obbligata, per esempio quando si partecipa ad un concorso a tema obbligato o su commissione (da parte di enti, scuole, ecc.).
Il documentario anche se ben girato e diretto può non essere apprezzato a causa dell'argomento trattato o al contrario può essere una boa di salvataggio per un neofilo che, magari, racconta male una bella storia!
1)Un videomaker che voglia girare un documentario, a differenza di un cortometraggio, dovrà svolgere un gran lavoro di redazione, ossia di ricerca cartacea, telematica e sul campo per trovare una storia, approfondirne i contenuti e definire accordi con i giusti contatti che saranno la "voce" del nostro documentario.
Ritengo opportuna la collaborazione con altre persone per le ricerche di redazione, in modo da divedere il lavoro, ma fissando allo stesso tempo una linea guida da seguire.
2) Una volta chiara la storia da raccontare, completate le ricerche iniziali (che ovviamente potranno e a volte dovranno proseguire durante le riprese) e soprattutto dopo aver trovato chi è disposto a rilasciare interviste, documenti, fotografie, filmati di repertorio ecc, consiglio di operare come se volessimo girare un documentario, ossia pianificare le riprese, le interviste, ecc.
[Consulta i consigli su come pianificare e organizzare un cortometraggio].
Con questo modo di operare ci troveremo avvantaggiati nel nostro lavoro, ma a differenza di un corto, non riusciremo a pianificare tutto, in quanto girare un filmato documentaristico comporta degli imprevisti, che nella maggior parte dei casi riguardano i tempi.
Accade molto spesso che un'intervista venga spostata o annullata, che dei documenti sui cui si contava deludano la aspettative, ecc.
Ma non bisogna scoraggiarsi perché il documentario è anche un lavoro d'ufficio, di redazione, di continua ricerca e i tempi che fissati spesso si allungano.
3) Il documentario si trasforma, non di rado, in un opera molto personale, che sconfina da ciò che oggettivo a ciò che è soggettivo; non mi sento di condannare questa cosa in quanto se vogliamo raccontare una storia da un punto di vista (magari proprio il nostro), è ovvio che il documentario segua una via, almeno in parte, già battuta.
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SPOT
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CONSIGLI DI CINEBED.COM PER REALIZZARE UNO SPOT
Lo spot viene tradizionalmente utilizzato per comunicare un messaggio che serve, il più delle volte, a pubblicizzare un prodotto o un servizio.
E' importante nella progettazione "a tavolinio" di uno spot studiare attentamente il tipo di prodotto o servizio oggetto dello stesso e procedere individuando:
a) il target o segmento di mercato al quale è indirizzato;
b) il tipo di messaggio che si vuole comunicare;
Una volta sviluppati questi due punti si può scegliere il Contesto che farà sfondo allo spot, i/il testimonial ( se necessario ) e lo slogan.
E' molto utile durante la progettazione realizzare uno storyboard ( disegnare su carta, seguendo lo stile della storia a fumetti, le varie scene e sequenze previste )
cosi da avere subito un idea generale delle riprese e avvantaggiarsi con i tempi una volta sul set.
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AUDIO E MUSICA
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CONSIGLI DI CINEBED.COM PER SISTEMARE AUDIO E MUSICA
AUDIO IN PRESA DIRETTA
I dialoghi e il rumore d'ambiente di un opera possono essere catturati in presa diretta attraverso l'utilizzo di microfoni a condensatore, la telecamera deve essere provvista di un' uscita audio per permettere al tecnico del suono di valutare istantaneamente la qualità della registrazione.
Il microfono unidirezionale può essere utilizzato per registrare i dialoghi, avendo un raggio d'azione ristretto tende ad escludere i suoni provenienti dall'esterno ed è quindi importante puntarlo ( a una distanza massima di un metro ) verso gli attori tramite l'utilizzo di una "giraffa".
La "giraffa" è un' asta in carbonio provvista all'estremità di un particolare materiale isolante che evita di trasmettere le onde d'urto delle mani che reggono l'asta durante la registrazione. Essendo molto costosa è possibile utilizzare in alternativa ( perdendo ovviamente molto sul piano della qualità ) un' asta leggera ( plastica ) e del nastro isolante per applicarvi il microfono, l'essenziale è reggere l'asta con dei guanti di lana cercando di evitare il più possibile movimenti bruschi o cambi di presa durante la registrazione, il cavo inoltre deve esssere molto lungo e fissato bene all'asta per evitare che ciondoli e generi quindi vibrazioni.
Se ci si trova in un ambiente chiuso relativamente piccolo o all'esterno in una zona particolarmente silenzionsa è possibile utilizzare ( non per i dialoghi ) un microfono omnidirezionale o cardiode che, avendo un raggio d'azione molto ampio cattura omogeneamente i suoni provenienti da tutte le direzioni, questo tipo di microfono è ottimo per registrare l'ambiente.
Se siete alle prese con un documentario il microfono bidirezionale è utile per le interviste, anche se il cosidetto microfono da bavero cattura molto meglio il parlato, essendo piccolo e provvisto di una calamita può essere applicato direttamente sugli indumenti dell'intervistato molto vicino alla bocca. Questo microfono ( da bavero ) è molto utile anche per i dialoghi durante le riprese di un cortometraggio.
MUSICA
Ciò che viene considerata un' opera non può non avvalersi di un adeguato sottofondo musicale originale e inedito che restituisca e accentui le emozioni
filtrate attraverso le immagini allo spettatore.
Per un compositore che lavora su commissione è importante studiare attentamente il soggetto e l'atmosfera entro cui realizzare il "giusto" sottofondo musicale rispondendo alle richieste del regista o degli autori nei limiti delle proprie sensazioni e impressioni senza cadere nel mero e poco profiquo "servizio mercenario".
Ottimi programmi per "fare" musica sono:
SIBELIUS: ( www.Sibelius.com )
Sibelius è un programma di scrittura musicale professionale che vi permette attraverso comodi menù e tasti di scelta rapida di inserire note, pause, tempi, chiavi e tutti i simboli conosciuti nell'universo musicale direttamente su un foglio pentagrammato digitale capace di riproporre ( in midi ) la melodia che avete appena composto oltre alla possibilità di esportare il lavoro in vari formati ( wave, mp3, midi, ... ).
Il programma è provvisto di un' ampia libreria di suoni contenente i principali strumenti classici presenti nel panorama musicale con la possibilità di scegliere attraverso i menù quali e quanti strumenti inserire nella partitura e come sistemarli in essa, oltre a scegliere formato di testi, note, abbellimenti, dinamiche ecc. Personalmente trovo questo prodotto completo di tutti gli elementi utili per scrivere qualsiasi tipologia di composizione, dal pezzo di studio per piano solo a un opera completa di testo e note di regia per il direttore d'orchestra.
NUENDO: ( www.nuendo.com )
Nuendo è un programma di missaggio audio entro il quale potete importare file wave, mp3, midi e applicare ad essi filtri e synth presenti nelle librerie dei menù dando effetti originali e innovativi alle vostre composizioni.
La possibilità di gestire le varie tracce su infiniti canali dà libero sfogo alla fantasia e si ha la possibilità, attraverso library di suoni campionati, di poter ascoltare il proprio brano in midi con sonorità fedeli agli strumenti originali, si raggiunge la perfezione giocando con i sintetizzatori e i filtri presenti nei vari menù del programma, insomma, produrre ed esportare in maniera definitiva la composizione dopo averla minuziosamente scritta con Sibelius. Anche l'orecchio vuole la sua parte.
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